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La Storia di Murlo

Gli avvenimenti storici che portarono all’origine dell’attuale Comune di Murlo, si perdono nella notte dei tempi. Tracce di insediamenti di popolazioni primitive risalenti all’Aurignaciano Inferiore (31.000 anni fa) sono state rinvenute in località Vadossi presso Badia Ardenga a poche centinaia di metri dall’estremità sud-orientale del nostro territorio.

Reperti di insediamento Villanoviani (età del ferro), sono conservati presso il Museo Archeologico di Murlo unitamente a quelli più copiosi di epoca etrusca provenienti dagli scavi del sito di Poggio Civitate.

Altri insediamenti di epoche arcaiche ed ellenistiche sono sparsi per tutto il territorio sostituiti successivamente da insediamenti romani e medioevali ove, ancora oggi, i toponimi locali ne testimoniano l’avvenuta esistenza.

Quello che costituisce l’attuale territorio di Murlo comprende integralmente il cosiddetto “Feudo Vescovile” che iniziò a formarsi attorno al Mille all’interno di quello Ardenghesco e che venne poi confermato con la bolla imperiale da Arrigo III in data 1055. Comprendeva comunità, pievi e castelli che ne costituirono il nucleo il quale si ampliò successivamente con il beneplacito del pontefice Clemente III che nel 1189 confermò i diritti e le pertinenze della Chiesa senese. Acquisizioni importanti come quella del Castello di Montepertuso da parte del Vescovo Bono nel 1213 conferirono al Feudo l’assetto definitivo.

Siena ne riconobbe l’importanza consentendo al Vescovo di amministrare il Feudo autonomamente secondo ordinamenti e statuti propri anche se fu necessario trovare nelle varie epoche gli equilibri giusti che tenessero conto delle esigenze politico-militari della Repubblica. Dopo la guerra di Siena il Vescovado riuscì a conservare per circa due secoli ancora particolari privilegi che vennero definitivamente cancellati nel 1778 dalla riforma leopoldina. Anche le antiche comunità che costituivano il Vescovado, vale a dire: Murlo, Crevole, Resi,  Casciano, Vallerano e Montepertuso vennero trasformate e da entità autonome divennero un unico insieme economico.

Il breve periodo napoleonico, dal 1808 al 1814 che incluse il territorio nel dipartimento dell’Ombrone cancellò i residui privilegi del Vescovo e con la restaurazione rimasero alla Mensa vescovile le sole rendite dei terreni residui.

Con la legislazione del Regno d’Italia del 1866, Murlo si costituì Comune ed ebbe il suo territorio accresciuto di entità che fino a quel momento erano appartenute a realtà amministrative confinanti.

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