77 anniversario della liberazione di Murlo

Pubblicato il 25 giugno 2021 • Comune 53016 Montepescini SI, Italia

Il 30 giugno 1944 il Comune di Murlo fu liberato dalle truppe francesi inquadrate nella V Armata americana.  Il Comune senese ebbe tra i suoi morti anche alcuni partigiani: Aldo Giannelli di Vescovado, ucciso dai tedeschi il 14 giugno, Bramante Foderi e Ferruccio Mantegoli di Casciano 

Le vittime stavano portando con un cavallo un carico di esplosivo e viveri alla sede del 4. Distaccamento, quando furono attaccati da tedeschi a bordo di alcune macchine. Mentre gli altri partigiani si sganciavano rimase solo Giannelli che venne poco dopo trovato morto colpito al petto e appoggiato ad un albero con una sigaretta tra le mani. Tuttavia erano stati catturati anche i partigiani Bramante Foderi e Ferruccio Mantengoli che vennero subito fucilati, mentre i corpi furono nascosti nel folto della macchia e trovati 15/20 giorni dopo la liberazione. Tutti e tre sono sepolti assieme nel cimitero di Montepescini di Murlo.

Il pomeriggio del 28/6/1944 un automezzo tedesco si ferma in Via B. Fortini, a Firenze.
Ne scendono sei giovani ammanettati, legati l'uno all'altro a tre per tre con delle funicelle, scortati da quattro soldati tedeschi.I prigionieri sono partigiani della Brigata d'assalto Garibaldi "Spartaco Lavagnini", formazione operante nel senese catturati il 24/6/1944 in località Campo Lungo, presso Murlo  Rispondono ai nomi di Francesco Ali da Agrigento, Leopoldo Benocci da Murlo, Pardo Carli da Montalcino, Quinto Donati da Montalcino, Danilo Nocentini da Siena e Renato Vagaggini di Vivo d'Orcia.

Giunti dinanzi al numero civico 4, in località Pian d'Ema i soldati si fanno aprire dal contadino il cancello che conduce al viale della Villa Dani Sono circa le 15:30 quando i sei partigiani, addossati contro il muro della villa, vengono fucilati. Non ci sono testimoni presenti degli ultimi istanti della loro vita. Sono stati colpiti alla rinfusa, in special modo presentano ferite da arma da fuoco alla testa ed alla faccia. Forse per impedirne la successiva identificazione, visto che indosso non sarà ritrovato alcun documento. Sono ancora legati tra loro.